È ufficiale: io parlo al silenzio. Non so se sia al silenzio di qualcosa, di qualcuno, ma parlo al silenzio. Cerco disperatamente di esporre le mie problematiche, e dopo averlo fatto, pur sentendomi di aver parlato chiaro, prendo botte. Quando mi si è sempre detto di parlare apertamente, di esprimere tutto al momento dell'accaduto, di non tenere tutto dentro.
E PUNTUALMENTE rimango sola, penso da sola, parlo, piango, mangio da sola. È una terribile sensazione: mi sento abbandonata, dimenticata, travolta da volontà non mie. Travoltà dalla mia sola volontà di instaurare un rapporto maturo, resa debole dal mio amore, tante, troppe volte confessato.
Non mi è mai capitato di riuscire a soffrire, a versare lacrime, per persone che non conoscevo. Probabilmente qualcosa in me è cambiato: ora, come non mai, vedere un uomo piangere, singhiozzare dalla tristezza, per aver perso ciò che ha costruito in tanti anni con sacrifici e sudore, mi ha fatto del male. Mi sono sentita scavare dentro, come se tutto ciò che mi preoccupa giornalmente abbia perso valore, in un momento. Ho sentito le lacrime sciacquare gli occhi, ho sentito lo sconforto, la perdita, farsi spazio in me. Continuo a sentire di essere impotente, contro ogni natura, contro ogni tentativo di cercare di far disperdere nell'aria questi pensieri. Non riesco ancora a comprendere bene cosa sia successo, ma vedo, ancora una volta, speculazioni e sfruttamenti nei confronti di chi ha perso la propria anima gemella, o la propria prole, o la propria patria. Non sopporto questo dare voce all'inutilità, questa (errata) informazione al limite del lucro, questo amore per la sofferenza altrui, mascherato da compassione. Non posso che sentirmi vicino a queste anime innocenti, ed ai loro cari, che continuano a farsi forza, a sperare. Se non mi sentissi terrorizzata come sono, sarei schifata da alcuni mezzi di informazione, che cercano soltanto di fare successo e ascolti, strappando, ad ogni parola, un altro centimetro di speranza e di pelle a queste povere persone, che vedono l'ira di non so quale divinità, scagliarsi contro la loro vita.
Mi dispiace. Veramente tanto.